Etichette alimentari fai da te: gli errori più comuni e cosa evitare

Etichette alimentari fai da te

Una delle peculiarità del nostro stile italiano è l’arte di arrangiarsi, virtù che in alcuni casi ha il suo retro della medaglia e l’etichettatura e la grafica del packaging degli alimenti è uno di quei casi particolari dove si rischiano severe e salate sanzioni, in questo post quindi parliamo degli errori più comuni nelle etichette alimentari fai da te.

Etichette alimentari fai da te: gli errori più comuni

ETICHETTE ALIMENTARI FAI DA TE: GLI ERRORI PIÙ COMUNI

Forse non tutti sanno che vi sono normative europee che regolamentano anche il lato grafico delle etichette alimentari. Uno degli errori più frequenti è attribuire un valore minimo ai font, ovvero: “il valore minimo del font deve essere di 5“. Questa è una affermazione errata, poiché, oltre al fatto che i font hanno diverse dimensioni e rapporti, la normativa stabilisce una misura specifica non basata sul valore del corpo del font, ma sulla reale dimensione dei caratteri riferita alla dimensione della “x” minuscola. Tale caratteristica può non avere rilevanza quando si utilizzano font in dimensioni standard, come a 12 punti, ma sulle piccole dimensioni, quando lo spazio dell’etichetta è ristretto, può diventare un problema serio.

Etichette alimentari fai da te: gli errori più comuni

Anche le dimensioni della quantità nominale del prodotto, che variano a seconda del peso, devono rispettare specifiche indicazioni in materia di grandezza dei caratteri, tese a favorire una facile leggibilità da parte dei consumatori.

Etichette alimentari fai da te: gli errori più comuni

Importante è anche inserire correttamente il glifo simbolo di stima, il quale, quando inserito dopo l’indicazione della quantità sull’etichetta di un prodotto, indica che il produttore adempie a quanto stabilito nella legge n. 690/78 per gli “imballaggi preconfezionati”.

Etichette alimentari fai da te: gli errori più comuni

Anche loghi certificati e pittogrammi per lo smaltimento dei rifiuti devono essere correttamente impiegati e seguire le proprie regole grafiche di inserimento all’interno dell’etichetta, come ad esempio le indicazioni cromatiche dei loghi riferiti all’agricoltura biologica.

Vi sono poi le regole grafiche sull’evidenziazione degli allergeni, delle tabelle nutrizionali, e dell’esposizione delle informazioni rispetto al campo visivo del lato packaging, da conoscere e tenere in considerazione.

Oltre alle normative ed alle sanzioni, il design amatoriale di un’etichetta può incontrare difficoltà e impedimenti in fase di stampa derivati spesso dal non corretto inserimento o elaborazione del codice a barre o del tracciato di fustella oltre che agli errori grossolani di organizzazione ed orientamento della grafica sui lati della confezione.

Questi ed altri, sono accorgimenti e caratteristiche che gli studi grafici ed i professionisti trattano giornalmente ma che ovviamente, chi ricorre ad un approccio amatoriale, spesso non conosce.