Come è fatto un packaging alimentare | Stregattodesign Studio

Come è fatto un packaging alimentare

Come è fatto un packaging alimentare

La grafica di un packaging è formata da vari elementi. Una delle distinzioni più evidenti tra la grafica classica (volantini, brochure, flyer, ecc…) e quella di un Packaging alimentare o di un packaging di altro tipo è lo sviluppo tridimensionale e la conseguente distribuzione della grafica sulle varie facce in ordine gerarchico. Ora andremo a capire un po’ meglio come è fatto un packaging alimentare considerando le sue parti principali.

COME È FATTO UN PACKAGING ALIMENTARE: LO SFONDO

La scelta del colore di fondo è fondamentale perché imposta tutti gli altri colori e la chiave con cui presentare e leggere il prodotto. Può concorrere alla scelta di raccontare un prodotto elegante e tradizionale oppure dinamico ed energetico o ancora un prodotto artigianale.

Restyling packaging alimentare dei prodotti di Crabtree & Evelyn by Caroline Phillips.

Il colore dello sfondo a volte può essere usato come chiave per distinguere i vari gusti o le varie referenze dello stesso prodotto o della stessa linea, per evidenziarne alcune proprietà importanti, per creare una linea particolarmente pregiata oppure per rafforzare l’identità e la riconoscibilità della linea o del marchio sullo scaffale.

Restyling packaging alimentare della linea biscotti di Crabtree & Evelyn by Caroline Phillips.

L’immagine di sfondo va trattata con cautela in quanto non deve soverchiare la grafica principale informativa generando chiasso visivo, ma sostenerla e coadiuvarla.

L’IMMAGINE DEL PRODOTTO E DEL GUSTO

L’immagine rappresentativa del prodotto è molto importante e deve essere il più possibile appetibile ed allettante e laddove fosse necessario (e presente) dovrebbe, di prassi, essere affiancata da un’indicazione visiva del gusto, sia essa un’icona o una foto. La dicitura “Immagine rappresentativa” o “l’immagine ha il solo scopo di prensentare il prodotto” è obbligatoria da inserire ben visibile sul packaging.

Packaging per surgelati Kuningas – Pakkasmarja Frozen Food progettato dall’agenzia PACKLAB.

Come è fatto un packaging alimentare

Packaging per Puraty Organic Teas progettato dall’agenzia Neozelandese Redfire Design.

La fotografia o l’illustrazione rappresentativa del prodotto ha la parte centrale del fronte packaging in quanto è l’informazione più immediata in ordine gerarchico ed è il primo aggancio di un packaging standard (esistono eccezioni: come ad esempio i packaging per i più giovani abbigliate delle immagini delle licenze degli eroi delle loro serie animate preferite).

Packaging per Norvelita progettato dall’agenzia lituana VRS WPI Vilnius.

Come si è accennato, non per tutti i prodotti è necessaria un’immagine rappresentativa del prodotto all’interno, a volte si sceglie di non mostrarlo (come spesso accade nei packaging del te o nei packaging particolarmente eleganti destinati alla vendita diretta o nelle confezioni regalo) oppure si sceglie di mostrare direttamente il prodotto contenuto all’interno con delle finestre di materiale trasparente.

LOGHI: CORPORATE BRAND E FAMILY BRAND

Il nome del prodotto deve essere la seconda informazione ricevuta dal packaging, un nome semplice da pronunciare, facile da ricordare e che, grazie alla grafica, sia chiaro e salti subito all’occhio. In secondo luogo dovrà essere riconoscibile e chiaro il brand del produttore, così da affiancarlo agli altri prodotti dell’azienda, sia esso il Corporate o il Family brand (ad esempio il Family Brand Mulino Bianco che incorpora il Corporate brand Barilla), e solo in alcuni casi, se l’Individual o il Family brand è abbastanza forte, lasciare solamente il logo del nome del prodotto e solo un accenno alla linea o all’azienda, come la linea Pan di Stelle di Barilla/Mulino Bianco sviluppata dall’iniziale Individual brand del biscotto Pan di Stelle.

Comparazione della presenza degli Individual brand e del Corporate brand di Barilla sui prodotti del Family Brand Mulino Bianco.

L’evidenza dell’eventuale denominazione di vendita è legata sostanzialmente alla forza del brand individuale del prodotto, alla chiarezza delle immagini che lo raccontano, alla presenza o meno di un brand individuale: spesso accade infatti che la denominazione di vendita sia essa stessa il nome del prodotto (ad esempio “Biscotti di grano duro” o “Sidro di mele” come nell’esempio riportato sotto), in tal caso il brand più forte è il Family (se esistente) o il Corporate brand.

Packaging per Saxton Cider progettato dal Designer Neozelandese Bradley Rogerson.

Nel caso di Coca Cola, l’Individual brand coincide con il Corporate brand ed è talmente entrato nell’esperienza collettiva da essere stato sostituito da un nome personalizzato durante la campagna #daiunbacioachivuoitu.

Etichette Coca Cola della campagna #daiunbacioachivuoitu dell’agenzia McCann Worlgroup Milano.

I CLAIM E I FLASH

Importantissimi per spingere un prodotto, laddove le caratteristiche del prodotto siano conformi e lo consentano, sono i diversi claim: “Senza Glutine“, “Senza Olio di Palma“, “Senza Coloranti“, “100% naturale“, e via di questo passo. Tali icone e flash devono essere ben visibili sul fronte del packaging in quanto rappresentano un valore aggiunto importante per molte persone, e sono fondamentali per coloro che soffrono di intolleranze.

Packaging per Allis Gluten Free progettato dal MAISON D’IDÉE per Packaging Diva PD.

IL RETRO E I FIANCHI DEI PACKAGING

Il retro e i fianchi di un packaging sono importanti quanto il fronte, vi trovano posto infatti la dichiarazione degli ingredienti con evidenziati gli allergeni, le tabelle nutrizionali, le modalità di conservazione, l’indicazione della locazione (o la locazione stessa) della data di scadenza e del lotto, i pittogrammi per la raccolta dei rifiuti, il nome del produttore, il codice EAN ed in alcuni casi altre informazioni aggiuntive non obbligatorie come ricette, consigli per la degustazione del prodotto e/o un eventuale Cross Selling (la promozione di prodotti correlati).

Packaging per Legurmê Puro Sabor progettato da Eduardo Andrade per IndustriaHED™.